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Archivio News


novembre 2010
Cambiamenti nella resistenza meccanica dell’osso in risposta alla terapia fisica.


Numerosi fattori sfavorevoli che disturbano l’equilibrio tra la formazione e il riassorbimento, influenzano la resistenza meccanica dell’osso e aumentano il rischio per l’osteoporosi. Un carico appropriato applicato all’osso attraverso il movimento può condizionare la sua struttura. Questo è possibile grazie a meccanismi cellulari di modellamento e rimodellamento dell’osso chiamati adattamento. La terapia fisica agisce sulla resistenza meccanica dell’osso stimolando le cellule ossee. Il movimento aumenta la forza muscolare e migliora la cooperazione tra muscoli, migliorando così lo stato funzionale e l’attività di movimento che, indirettamente, migliorano la resistenza ossea. Gli studi sulla resistenza meccanica dell’osso confermano l’efficacia dell’esercizio fisico come elemento importante nel determinare un minor rischio di cadute e di fratture in pazienti che avevano seguito una terapia fisica affiancata ad una terapia farmacologica. Tuttavia, un aumento della resistenza meccanica dell’osso può non riflettersi necessariamente in valutazione densitometrica.


Changes in bone mechanical strength in response to physical therapy. PMID: 20864911

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ottobre 2010
Una quantità elevata di niacina nella dieta è associata ad una riduzione della frequenza di traslocazione cromosomica nei piloti di linea aerea.

Studi sperimentali indicano che le vitamine B, come la niacina, acido folico, riboflavina, vitamina B6 e vitamina B12 possono proteggere dai danni al DNA indotti da radiazioni ionizzanti (IR). Uno studio condotto su 82 piloti maschi esamina l'apporto di queste vitamine B in relazione alla frequenza di traslocazioni cromosomiche, come biomarker di danni cumulativi al DNA. Le traslocazioni di DNA nei linfociti dei piloti sono state ottenute con ibridazione fluorescente in situ colorando l’intero cromosoma. Si è osservata una significativa associazione inversa tra frequenza di traslocazione e assunzione di niacina. Da questa ricerca si deduce che un elevato apporto di niacina dal dall’alimentazione può proteggere le persone esposte ad IR dai danni cumulativi al DNA.


Yong LC et al. High dietary niacin intake is associated with decreased chromosome translocation frequency in airline pilots. 2010 Oct 8:1-9


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ottobre 2010
Effetti del consumo di bevande energetiche commerciali sulla vita attiva e la composizione corporea.

Le bevande energetiche sono spesso commercializzate a persone interessate ad uno stile di vita attivo. Dal 2001 al 2008, le stime del consumo di bevande energetiche nella popolazione adolescenziale è cresciuto enormemente. La maggior parte delle bevande energetiche ha una combinazione di caffeina e di altri componenti, tra cui taurina, guaranà, ginseng, niacina (B3), piridossina (B6) e cianocobalamina (B12). Questo studio ha osservato che i benefici ergogenici delle bevande energetiche sono probabilmente attribuibili al contenuto di caffeina e di glucosio. Ci sono prove contrastanti sugli effetti delle bevande energetiche sulla perdita di peso, anche se alcuni dati suggeriscono che l'uso di energy drink combinato con l'esercizio fisico può migliorare la riduzione del grasso corporeo. Tuttavia in qualche caso le bevande energetiche sono associate ad effetti avversi; la combinazione di bevande energetiche con l'alcol peggiora l’attenzione alle procedura di sicurezza e contribuisce a malesseri nella popolazione attiva maschile in età scolastica.

Ballard SL et al.et al. Effects of commercial energy drink consumption on athletic performance and body composition.
2010 Apr;38(1):107-17.


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Obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2 nei paesi in via di sviluppo: il ruolo dei grassi alimentari e oli.

I paesi in via di sviluppo sono in fase di rapida transizione nutrizionale in concomitanza con aumenti di obesità, sindrome metabolica, diabete mellito e diabete di tipo 2 (T2DM).
Da una sana tradizione ricca di fibre, povera di grassi e dieta ipocalorica, si sta verificando uno spostamento verso l'aumento del consumo di cibi calorici che contengono carboidrati raffinati, grassi, carni rosse e poche fibre.
Le statistiche mostrano un aumento dell'offerta di grassi animali e maggiore apporto di acidi grassi saturi (SFAS) (ottenuto da olio di cocco, olio di palma, e burro) in molti paesi in via di sviluppo, in particolare nell'Asia meridionale e nel Sud-est asiatico.
In alcune popolazioni dell'Asia meridionale, in particolare tra i vegetariani, l'assunzione di n-3 acidi grassi polinsaturi (PUFA) (ottenuti da semi di lino, senape e oli di colza) e a lunga catena (LC) n-3 PUFA (ottenuto dal pesce e oli di pesce ) è bassa. Lo studio mostra che l'assunzione di acidi grassi monoinsaturi si è spostato dal 4,7% al 16,4% nei paesi in via di sviluppo, e che il supplemento di olio d’ oliva, colza, senape, arachide, crusca di riso possono ridurre il rischio metabolico.
Inoltre, in alcuni paesi in via di sviluppo, l'assunzione di n-6 PUFA (ottenuti da semi di girasole, di cartamo, olio di mais, soia e sesamo) e acidi grassi trans (TFAs) è in aumento. Questi dati mostrano un consumo squilibrato di grassi e oli dei paesi in via di sviluppo, che possono avere conseguenze metaboliche e glicemiche potenzialmente nocive. Tenuto conto del rapido aumento di T2DM nei paesi in via di sviluppo, si suggeriscono programmi di sensibilizzazione sulla salute più aggressivi accoppiati a un'azione governativa e a chiare linee guida paese specifiche, in modo da promuovere l'uso diffuso di oli sani, aumentare l'assunzione di PUFA n-3 e grassi monoinsaturi. Tali azioni contribuirebbero a rallentare la spirale della "epidemia" di obesità, sindrome metabolica, e T2DM nei paesi in via di sviluppo.


Misra A et al. Obesity, the metabolic syndrome, and type 2 diabetes in developing countries: role of dietary fats and oils.
J Am Coll Nutr. 2010 Jun;29(3 Suppl): 289S-301S


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Le scelte dietetiche per la prima colazione in bambini e adolescenti.


La prima colazione rappresenta una sana abitudine e i suoi effetti positivi sulla salute sono stati ampiamente descritti. Politiche e interventi di sostegno del consumo della colazione devono essere incoraggiati. Secondo i dati neuro comportamentali, il buon esempio dei genitori e l'accesso a una varietà di cibi gustosi e piacevoli deve guidare i bambini verso modelli di prima colazione con una composizione equilibrata. Una composizione equilibrata di macronutrienti e la proposta di una varietà di modelli che portano a una densità energetica moderata e con indici glicemici ridotti, potrebbe avere influenze positive a breve e a lungo termine per la salute.


Agostoni C, Brighenti F Dietary choices for breakfast in children and adolescent Crit Rev Food Sci Nutr. 2010; Feb 50(2): 120-8
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L’esercizio fisico contro il declino metabolico età - dipendente del cervello

L’ invecchiamento del cervello è legato a una diminuzione della capacità ma anche ad riduzione dell’ organizzazione morfologica. Durante l'invecchiamento, il flusso di sangue all’intero cervello, subisce profonde modificazioni con una conseguente riduzione della capacità metabolica cellulare.
L’esercizio può essere un intervento molto efficace per contrastare l'invecchiamento cerebrale, perché migliora il sistema cardiovascolare nel suo complesso, e aumenta la densità dei capillari e la capacità metabolica cerebrale. Gli effetti protettivi dell’ esercizio possono essere specifici per alcune regioni del cervello come le cellule striatali. L'esercizio fisico è un valido aiuto per mantenere l’ottimale funzione neuronale e rimane l’ unico insieme alla nutrizione a prevenire l'invecchiamento.

Anderson BJ et al. Exercise a san intervention for the age-related decline in neural metabolic support.
Front Aging Neurosci 2010; Aug 13; 2 pii 30


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L’esercizio può alleviare i sintomi della depressione?


Sembra di si, secondo uno studio condotto da scienziati americani l’esercizio riduce i sintomi di depressione percepiti dal paziente quando viene utilizzato come mono-terapia. Si alleviano i sintomi in modo più efficace rispetto alla terapia cognitivo-comportamentale e in alcuni casi rispetto alla terapia farmacologica. L’esercizio di resistenza e l’esercizio fisico misto (aerobico e di resistenza), funzionano meglio del solo esercizio aerobico.

Gill a et al. Clinical Inquiries: Does exercise alleviate symptoms of depression?

J Fam Pract. 2010 Sep; 59(9): 530-1

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Diete vegetariane integrate. Una scelta sicura per pazienti affette da Insufficienza renale cronica (IRC) in gravidanza: relazione di 12 gravidanze in 11 pazienti.


Uno studio italiano ha valutato l’efficacia di diete vegetariane a basso contenuto proteico durante la gravidanza, in pazienti affette da insufficienza renale cronica e proteinuria. Lo studio indica che utilizzando uno schema dietetico basato su 0.6-0.7 g/Kg/ die di proteine e un supplemento di aminoacidi e chetoacidi per 1-3 volte a settimana, nelle gestanti con IRC, esse non hanno avuto bisogno di terapia renale sostitutiva e nessuna ha lamentato effetti collaterali ne sviluppato iperkaliemia o ipercalcemia.La relazione suggerisce di considerare le diete vegetariane come strumento aggiuntivo nella gestione delle pazienti affette da IRC in stato di gravidanza.


Piccoli GB et al. Vegetarian supplemented low-protein diets. A safe option for pregnant CKD patients: report of 12 pregnancies in 11 patients.
Nephrol Dial Transplant. 2010 Jun 22 [ Epub ahead of print]


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Strategie molecolari per contrastare la sarcopenia

La sarcopenia è la progressiva perdita di massa e forza muscolare che avviene durante l’invecchiamento. La sarcopenia è e diventerà sempre di più un problema di sanità pubblica. I meccanismi molecolari che sono responsabili della riduzione nella dimensione delle fibre muscolari, della funzionalità mitocondriale e dell’apoptosi, sono anche riferimenti per eventuali strategie farmacologiche. Attualmente sono in corso studi su differenti strategie sanitarie: allenamenti di forza, inibizione della miostatina, somministrazione di aminoacidi essenziali e testosterone, restrizione calorica. L’allenamento di forza combinato con la presenza di proteine ricche di aminoacidi essenziali sembra ad oggi la strategia migliore per prevenire o attenuare la sindrome sarcopenica, senza effetti secondari negativi.

Sacuma K, Yamaguchi A Molecular mechanisms in aging and current strategies to counteract sarcopenia
Curr Aging Sci 2010; 3 (1):90-101.

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Indice glicemico e distribuzione del grasso nei bambini

Quasi 4000 bambini italiani sono stati studiate nelle loro abitudini alimentari, e l’ Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) della loro dieta sono stati calcolati. L’IG è direttamente legato all’indice di massa corporea (IMC) e alla circonferenza vita indipendentemente da parametri come : età, sesso, genitori obesi, livello educativo dei genitori, calorie totali introdotte, proteine totali, grassi totali, carboidrati, fibre e CG. L’IG è il solo fattore nutrizionale valutato in questa estesa ricerca che è collegato con la quantità di grasso viscerale. Quindi l’alto IG dietetico è un fattore determinante la quantità di grasso totale e della sua distribuzione nei bambini.

Barba G et al. Glycaemic index and body fat distribution in children: the results of the ARCA project
Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2010 ;Luglio 29 [Epub ahead of print]


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Proteine prima di un allenamento di forza aumenta il metabolismo basale (MB) per 24 ore

Mangiare 20 g circa di proteine 30 min prima di un allenamento di forza di una certa intensità (9 esercizi di 4 serie al 75% RM1) invece di cibi a base di carboidrati, può allungare l’incremento dell’ MB nelle 24 ore successive l’allenamento. Gli autori concludono che questa strategia nutrizionale, può essere utile per migliorare la composizione corporea pur mantenendo un’alimentazione regolare.

Hackney K J et al. Med & Sci in Sports & Exer 2010 42(5):998-1003


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Sostanze vasodilatatrici possono incrementare la sintesi proteica stimolata dall’insulina in soggetti anziani

La sintesi proteica insulino –dipendente nei soggetti anziani sani non-diabetici risulta essere inibita. Questo effetto oltre ad essere legato ad un difetto nel funzionamento di alcuni complessi molecolari come mTOR, sembra anche legato alla mancata vasodilatazione insulino –dipendente. La somministrazione di insulina e di un agente vasodilatatore (nitroprusside) ma non della sola insulina determina un miglioramento significativo della sintesi proteica muscolare in soggetti anziani .

Timmmerman KL et al. Pharmacological vasodilation improves insulin-stimulated muscle protein anabolism but not glucose utilization in older adults. Diabets 2010 Aug 19. [Epub ahead of print]

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Elevate introduzioni di vitamine B6, B9 (acido folico) e B12 in soggetti anziani riducono l’incidenza di sindrome depressive.

La carenza di vitamine del complesso B è stata associata a maggiori rischi di depressione. Uno studio che ha coinvolto oltre 3500 soggetti con età superiore ai 65 anni seguiti per una media di 7.5 anni ,ha valutato l’incidenza dell’ introduzione di vitamina B6, B9 e B12 e le probabilità di episodi di depressione. Lo studio ha indicato che un elevata introduzione alimentare o/e con supplementi di queste vitamine riduce il rischio di episodi depressivi. Lo studio ha indicato che per ogni 10mg di vitamina B6 e ogni 10 microgrammi di vitamina B12 addizionali si aveva una riduzione del 2% di sindromi depressive per anno.

Skarupski KA et al. Longitudinal association of vitamin B-6, folate, and vitamin B-12 with depressive symptoms among older adults over time Am J Clin Nutr. 2010 92(2):330-5.

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Indice glicemico e performance sportiva

Diversi studi indicano che il consumo di un pasto pre-esercizio ad Indice Glicemico (IG) basso può portare beneficio alla performance di tipo aerobico, in quanto si facilita l’utilizzo dei grassi come “benzina” per lo sforzo. Tuttavia, altri studi hanno indicato che durante la performance, l'ingestione di carboidrati può rendere insignificante l’effetto del pasto a basso IG.

O'Reilly J et al. Glycaemic index, glycaemic load and exercise performance
Sports Med. 2010; 40(1):27-39.


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Un piccolo consiglio per perdere peso

Un mini digiuno 12 ore (salto di un pasto) seguito da un’attività fisica di moderata intensità (4 volte settimana) e da un successivo pasto povero di grassi, questo semplice protocollo può far perdere in 3 mesi sino a 7 kg di peso, con notevole riduzione della massa grassa. Il protocollo non prevede restrizione calorica generalizzata ma un’attenzione a pasti con meno grassi e con un IG moderato.

Bahado B et al. A “mini-fast with exercise" protocol for fat loss.
Med Hypotheses. 2009 Oct;73(4):619-22.


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L’assunzione di Vitamina D in gravidanza importante per la consistenza delle ossa del bambino

Uno studio finlandese ha evidenziato che sebbene la maggioranza delle gestanti assumesse le quantità raccomandate di vitamina D il 70% delle madri e il 15 % dei bambini possono soffrire di deficienza di questa vitamina durante la gestazione. Lo studio indica che lo status nutrizionale di vitamina D delle madri influisce sulla composizione minerale delle ossa del bambino durante la sua vita intrauterina. Lo studio suggerisce quindi un adeguamento delle raccomandazioni di vitamina D per le gestanti.

Viljakainen HT et al., Maternal Vitamin D Status Determines Bone Variables in the Newborn.
J Clin Endocrinol Metab. 2010 Feb 5. [Epub ahead of print]


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Sostituire parte dei carboidrati della dieta con proteine di carne magra può migliorare la pressione negli ipertesi

Una dieta ricca di proteine vegetali contribuisce a ridurre la pressione sanguigna, mentre non si conosce molto sull’effetto delle proteine animali. Un gruppo di ricercatori australiani studiando l’effetto di una modesta sostituzione di cibi ricchi di carboidrati con cibi prevalentemente composti da carne magra per 2 mesi in soggetti ipertesi, hanno evidenziato una riduzione significativa della pressione sistolica nel gruppo con cibi ricchi di carne magra. Sembra quindi che un modesto incremento di cibi proteici a discapito di cibi ricchi di carboidrati può migliorare la pressione sistolica in soggetti ipertesi.


O'Reilly J et al. Partial substitution of carbohydrate intake with protein intake from lean red meat lowers blood pressure in hypertensive persons. Am J Clin Nutr. 2006 Apr;83(4):780-7.

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Mangiare molto pesce ricco di omega 3 può migliorare il declino cognitivo?

L’introduzione alimentare di molto pesce ricco di omega 3 sembra essere molto più efficace nella protezione cardiovascolare rispetto alla protezione del declino cognitivo, Questa la conclusione a cui sono giunti un gruppo di ricercatori olandesi che hanno seguito 1025 soggetti per 6 anni a partire dal loro 68esimo anno di età. Le analisi statistiche di qualsiasi tipo non hanno evidenziato alcuna associazione fra assunzione di pesce grasso o di omega 3 la performance cognitiva nei soggetti anziani , inoltre il declino cognitivo nei 6 anni studiati non è stato influenzato dall’assunzione ne di pesce ne di omega 3.

Van de Rest O et.al, Intakes of (n-3) fatty acids and fatty fish are not associated with cognitive performance and 6-year cognitive change in men participating in the Veterans Affairs Normative Aging Study 2009 Dec;139(12):2329-36



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